Energia che scorre

Sagarpriya e il suo lavoro: Una storia

Parte 1

Sagarpriya Sagarpriya DeLong è nata nel Nord-Ovest degli Stati Uniti, vicino a Seattle. Già da giovane sapeva che da grande sarebbe diventata un’insegnante, ma in nessuna delle materie che stava studiando a scuola. Si è laureata in filosofia e musica convinta che un’istruzione umanistica potesse essere la preparazione migliore per il suo futuro ancora sconosciuto come insegnante.

Vincitrice di una borsa di studio Fulbright, vi rinunciò preferendo ad essa un lavoro presso un’università sperimentale che aveva appena aperto nel Nord dello Stato di New York. La sua speranza di trovare qualcosa di nuovo e originale fu però spazzata via dall’esperienza diretta fatta lì – i soliti giochi politici – e la vita la portò verso altro, prima a New York City e poi all’Esalen Institute a Big Sur in California.

Nel 1969 Esalen era il più grande, se non l’unico, centro di crescita personale negli Stati Uniti e Sagarpriya si sentì immediatamente in sintonia con il tipo di lavoro psicologico che veniva praticato lì. Iniziò a fare massaggi all’aperto nel sole californiano su una scogliera a picco sul Pacifico. Imparò a meditare e cominciò a insegnare massaggio e meditazione ai partecipanti dei gruppi di terapia quando trascorrevano un pomeriggio alle terme. Un anno dopo il suo arrivo a Esalen si liberò l’incarico di direttore del programma di massaggio e lei se ne assunse la responsabilità.

Tuttavia, i suoi interessi continuarono a portarla più «dentro» che «fuori» perché cominciò ad avere spontanee rivelazioni «psichiche» sulle energie che arrivavano alle sue mani dal corpo delle persone durante il massaggio. Percepiva visioni, immagini e a volte suoni che raccontavano di verità sepolte negli strati inconsci della persona. Fu così affascinata da quello che il corpo poteva rivelare che alla fine passò ad altri la guida del team di massaggio per dedicarsi interamente a questa sperimentazione.

Facendo pratica, la lettura del corpo le divenne sempre più facile. Imparò così a riconoscere l’energia dell‘ «essere» o «essenza», un’energia che non era associata a immagini ma che rendeva possibile un contatto pieno e gratificante tra cliente e massaggiatore. Al contrario, le energie che appartenevano alla personalità avevano sempre delle caratteristiche precise perché scaturivano dal desiderio del cliente di mostrarsi in un certo modo o diventare una certa cosa. Incontrare un’energia di questo tipo era come incontrare una «cosa», un oggetto, una convinzione o un condizionamento che potevano quindi essere descritti con esattezza. E imparò anche che, quanto più queste cose potevano ammorbidirsi e dissolversi, tanto più il cliente diceva di sentirsi leggere e felice e percepiva una sensazione di fluidità anziché staticità.

Sagarpriya completò il primo libro sul suo nuovo lavoro, Psychic Massage, all’età di 27 anni; il lavoro fu pubblicato da Harper & Row (Harper Collins) nel 1975.

Parte 2

In quel periodo Sagarpriya viveva a Boulder, in Colorado, e teneva laboratori di Centering in varie località dell’America e dell’Europa. Durante la sua seconda visita in Inghilterra sentì parlare di Osho, un mistico illuminato in India, perché vari amici erano stati così attratti da lui che invece di tornare a casa erano rimasti a vivere accanto a lui. Sagarpriya non ci mise molto a capire che anche lei doveva essere lì. Tuttavia, durante una meditazione le accadde di sentire la presenza di Osho e gli chiese se poteva andare da lui e prendere il sannyas, ma si sentì rispondere: «Non ancora». Dovevano passare ancora sette mesi prima che in lei avvenisse un cambiamento che riguardava i vincoli del suo matrimonio. Dopo questo «lasciare andare» poté finalmente partire per Poona, in India, dove viveva il Maestro.

A Poona Osho chiese a Sagarpriya di tenere dei gruppi – inizialmente tre al mese – e di scrivere libri negli altri giorni. Scelse anche i nomi dei gruppi che lei avrebbe dovuto tenere: Urja, che significa «Energia», e Wei-wu-wei, che significa «azione attraverso l’inazione»; questi temi sarebbero rimasti l’essenza del suo lavoro per i successivi 35 anni. Naturalmente il lavoro si sarebbe poi evoluto in molte nuove forme come conseguenza della sua esplorazione interiore.

Dopo aver vissuto a Poona per circa un anno, Sagarpriya mise a punto e condusse insieme a un’altra terapeuta un Training di Counseling in cui le due conduttrici rappresentavano approcci terapeutici opposti (in realtà, uno era «maschile» e l’altro «femminile» anche se questi termini allora non venivano usati). Il primo approccio si basava sullo sforzo – bioenergetica, respiro, catarsi – e l’altro sul rilassamento e l’assenza di sforzo e invitava a lasciarsi trasportare da un fiume di energia. In seguito Osho denominò Energywork questo secondo approccio quando creò due correnti di lavoro terapeutico per l’arrivo in massa di nuovi discepoli.

Sagarpriya continuò per molti anni a condurre il Training di Counseling e questo le fece acquisire una grande esperienza nel campo delle relazioni. Ebbe anche l’opportunità di passare la propria conoscenza attraverso training «interni» a tutti i terapeuti che all’epoca lavoravano nella comune di Osho.

Parte 3

Alla fine degli anni ‘80 i training di Massaggio Psichico di Sagarpriya erano molto popolari ma per lei c’era nell’aria un cambiamento. Se in una sessione di Massaggio Psichico toccava vari punti del corpo del cliente per trovare il nocciolo del problema, adesso era in grado di individuare il nodo in meno di 10 minuti. Questo grazie alla sua comprensione che le immagini provenienti dai piedi appartenevano in realtà al maschile e al femminile interiori della persona e che i conflitti e le tensioni irrisolte nella parte superiore del corpo dipendevano da uno squilibrio tra queste due parti.

Adesso, quando leggeva l’energia del cliente, le bastava soltanto toccare i piedi e mettere una mano a poca distanza dal corpo del cliente in corrispondenza di ognuno dei chakra per decifrare il messaggio che il corpo voleva rivelare. Sapeva che doveva essere possibile che queste due parti, il maschile e il femminile, comunicassero fra loro verbalmente utilizzando una versione adattata della terapia Gestalt. Così scoprì come aiutare il cliente a entrare in ognuno dei due personaggi e sperimentare attraverso la loro interazione le ragioni dei suoi problemi psicologici.

Stava dunque emergendo un nuovo metodo terapeutico. Sagarpriya non lo voleva chiamare «maschile e femminile» perché il vero obiettivo di una sessione era aiutare ciascuna delle due parti a trovare la sua vera natura; infatti, quando riuscivano a entrare in contatto con il loro «essere» più profondo, entrambe potevano facilmente trovare in sé quell’integrità che stavano cercando. Trovare un nome che potesse descrivere l’essenza non era un compito facile. Alla fine, il metodo fu chiamato Star Sapphire Enerywork. Lo ‘Star Sapphire’, ‘zaffiro a stella’ in italiano, è una pietra preziosa che in superficie sembra banale e ordinaria ma che nasconde al suo interno una luce – una stella a sei punte. Sagarpriya aspirava a rivelare alle persone la sottile luminosità a disposizione dentro di loro quando il maschile e il femminile interiori funzionano armonicamente in un rilassato ritmo alternato.

A questo punto, però, avrebbe dovuto sacrificare la parte fisica di massaggio del Massaggio Psichico per permettere al cliente di fare le proprie scoperte attraverso una forma di comunicazione verbale anziché non verbale. Non volendo che il metodo del Massaggio Psichico scomparisse per sempre, Sagarpriya riportò tutti gli ultimi sviluppi del metodo nel suo secondo libro, Il Tocco del Maestro: massaggio psichico, pubblicato nel 1995.

Se vuoi sapere di più sullo Star Sapphire Energywork, continua a leggere.

Parte 4

Circa un anno prima della morte del Maestro nel 1990 i training di Star Sapphire cominciarono ad affiancare quelli di Massaggio Psichico. Il metodo si sviluppò inversamente a quanto ci si sarebbe aspettato. Inizialmente, era adatto solo ai meditatori «avanzati» perché era necessario giocare sia con il ruolo del personaggio maschile che con quello femminile senza identificarsi con nessuno dei due. Inoltre, occorreva riuscire a vedere la verità senza desiderare che fosse diversa.

Man mano che dava sessioni, tuttavia, Sagarpriya scoprì che era possibile contattare le due parti di una persona non solo attraverso i piedi ma anche attraverso gli occhi. Inventò una tecnica per interrogare gli occhi che consisteva nell’usare una benda per interagire con un occhio alla volta, e questo fu un buon primo passo per i non-meditatori. Lentamente, con l’arrivo di molte nuove comprensioni, lo Star Sapphire è diventato sempre più flessibile e adatto a tutti.

Intorno al 2005 il nome del training divenne Training di Energywork. Il materiale era così utile a chiunque lavorasse in ambito terapeutico come integrazione all’approccio già utilizzato che si rese necessario un nome più ampio per indicare questa vasta applicazione. Il training di Energywork rappresenta, infatti, un modello generale di riferimento per comprendere gli esseri umani. Riguarda il modo in cui avviene la crescita spirituale, non solo tecniche specifiche e la loro applicazione.

Per esempio, uno dei temi presentati durante il training di Energywork è quello delle priorità nella vita. L’ideale è che la parte femminile abbia le sue priorità rispetto alla vita che vuole condurre e quella maschile ne abbia altre. Questo riflette le loro diverse nature. Non è di aiuto al sistema che una parte decida delle priorità e l’altra si senta costretta ad appoggiarle: in questo modo uno scambio reciproco tra le polarità non sarà mai possibile. Tuttavia, anche se le due parti hanno priorità diverse può esserci qualche difficoltà. Questo accade perché ci sono priorità che nascono dall’amore e dalla fiducia e altre che nascono invece dalla paura e dalla sfiducia. Atttraverso le priorità nate dall’amore arrivi dove vuoi andare rilassandoti. Con quelle nate dalla paura ce la devi mettere tutta per non cadere in qualcosa che assomoglia a un abisso. Quando uno dei due «personaggi» ha molte priorità detatte dalla paura, l’intero sistema può andare verso la contrazione e l’ansia se l’altra polarità lo segue ciecamente.

Il training di Energywork affronta anche i temi del lavoro e delle relazioni. Lavoro, meditazione e relazioni sono legati da un filo comune invisibile. Se una parte di te può lavorare in modo creativo e gioioso mentre l’altra non ha un lavoro che le piace e, di conseguenza, percepisce il lavoro come disgrazia o sente di non lavorare affatto, non può esserci un buon rapporto tra di esse. La seconda parte non riceve un impulso naturale per ciò che le piace fare, e questo significa che la meditazione non è presente a causa di certi condizionamenti. Quindi, per risolvere un problema di relazione spesso bisogna partire dalla meditazione per la parte più debole.

Nel 2005 la vita ha magicamente creato lo spazio perché Sagarpriya potesse scrivere un libro sul metodo dello Star Sapphire. Il libro, intitolato Le due sponde dell’amore: maschile e femminile interiori, è stato pubblicato in italiano nel 2009, ed è ora disponibile anche in inglese con titolo The two shores of Love: inner man & inner woman.

Parte 5

Mentre l’aiuto terapeutico rimaneva l’impegno principale di Sagarpriya (un impulso che è sempre provenuto dalla sua parte femminile), negli anni ‘90 il suo lato maschile trovò un altro interesse tutto suo: la consapevolezza nella vita di tutti i giorni. Questo la portò (in realtà, portò «lui») a creare una varietà di programmi dedicati a questo tema, a dar forma ai suoi contenuti e anche a organizzare un folto staff per un corso di 3 mesi a Poona chiamato «Trasformare la qualità della vita».

I programmi sulla consapevolezza nelle attività quotidiane includevano sempre esperienze pratiche in cui sperimentare gli strumenti forniti. Questo significava che i partecipanti avevano un progetto da portare avanti o dei compiti da svolgere. Poi, dopo queste esperienze ritornavano nel gruppo e potevano raccontare quali situazioni erano state caratterizzate da una maggiore consapevolezza (un alto livello di soddisfazione) e quali da una consapevolezza minore (basso livello di soddisfazione). Esaminando con attenzione le scelte fatte, tutti imparavano a essere più presenti facendo le piccole, semplici cose richieste dalla vita quotidiana.

Tra il 2001 e il 2016, parallelamente al suo lavoro con i gruppi, Sagarpriya è stata cofondatrice e direttrice dell’Associazione Culturale Conscious Living, con sede prima a Milano e poi vicino a Bologna. L’Associazione promuoveva il concetto, e in alcuni casi la realtà, di essere presenti in ogni momento. È stato il risultato naturale dei suoi insegnamenti far sì che il lavoro di crescita compiuto ritornasse nel flusso della vita quotidiana. L’associazione è stata chiusa alla fine del 2016, quando Sagarpriya ha sentito di voler dedicare più tempo ai training, che stavano per subire un’altra trasformazione creativa.

Parte 6

Ritorniamo un po’ indietro nel tempo, al 2001, l’anno in cui Sagarpriya si trasferì in Italia invitata da due delle sue migliori amiche, Siddho e Pavitar. In breve tempo, Sagarpriya e Siddho fondarono insieme l’Associazione Conscious Living. Poco dopo Pavitar divenne la principale organizzatrice dei Training di Star Sapphire mentre Siddho ne assunse il ruolo di insegnante e, alcuni anni più tardi, diventò anche una delle formatrici nei Training di Massaggio Psichico. Lentamente altre persone si unirono a questo nucleo iniziale: Moumina affiancò Sagarpriya e Siddho nella conduzione dei Training di Star Sapphire 2 e Praphulla prese il posto di Siddho in quelli di Massaggio Psichico.

Negli anni ’90 a Sagarpriya sembrava che il Massaggio Psichico fosse arrivato a una conclusione naturale; invece, questo lavoro riaffiorò intorno al 2004 perché poteva preparare le persone all’apprendimento delle tecniche dello Star Sapphire. Successivamente, Sagarpriya ha scoperto con piacere che si sbagliava anche a proposito di un altro punto: poiché il Massaggio Psichico risaliva a una fase precedente nel processo di sviluppo dei suoi metodi terapeutici, riteneva che formare le persone in questo metodo potesse essere più superficiale o «leggero» rispetto allo Star Sapphire. Nel tempo, però, si è resa conto che i suoi corsi di formazione potevano raggiungere con gli allievi lo stesso livello di profondità utilizzando sia un metodo che l’altro.

Proprio quando cominciava a sentirsi di nuovo molto bene rispetto al Massaggio Psichico, le è apparso uno «specchio» nella persona di Vartan, anche lui affascinato dal Massaggio Psichico. Nonostante i suoi vari talenti, Vartan ha scelto di fare di questo lavoro una priorità dando sessioni, insegnando e promuovendo il metodo. Nel 2015 lui ha avuto l’idea di dare al Training di Massaggio Psichico una nuova forma che potesse accogliere tutti e non solo chi già conosce il massaggio. Seguendo un suo suggerimento, Sagarpriya ha chiesto a Miasto, un grande centro di Osho in Italia, se questa nuova forma potesse essere inclusa nei loro programmi. La loro risposta è stata affermativa e hanno trovato immediatamente una data di inizio nel 2017. Dopo l’arrivo di Vartan, Sagarpriya ha sentito che il suo ruolo è passato da quello di «capitano» a quello di «membro dell’equipaggio» e questo ha soddisfatto il vecchio sogno della sua parte maschile di lavorare in una squadra senza capitano (cioè, il Conscious Living).

Durante questo passaggio, un cambiamento simile stava avvenendo anche nella formula dello Star Sapphire in Italia, che ormai aveva preso il nome di Energywork Training. Nel 2016, dopo aver dato per 15 anni un contributo di alto livello come insegnante nel training, per motivi personali Siddho ha cancellato la sua presenza. Moumina, che già insegnava nell’Energywork 2, ha così preso il posto di Siddho nell’Energywork 1, nel quale si è inserita anche una nuova conduttrice, Amar Leela. Dalla riuscita collaborazione di questo nuovo team di cinque persone che include anche gli assistenti Safar e Madhupran è nata la decisione di rendere la gestione dell’Energywork Training un impegno di squadra e non più responsabilità della sola Sagarpriya. Ciascun componente di questa squadra ha preso l’impegno di condurre gruppi che creino interesse per il lavoro dello Star Sapphire. Inoltre, Madhupran si è assunto la responsabilità della parte amministrativa, mentre Leela si è offerta di mettere a disposizione le sue competenze in ambito di social network e marketing. Tutti sono stati felici che Pavitar potesse continuare il suo lavoro come organizzatrice dei Training di Energywork, che dal 2018 si terrà in un nuovo posto, il Portogallo!

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